La top 11 dei giocatori scarsi che hanno vinto troppo

by admin

Ci sono tanti giocatori che hanno vinto decisamente più di quanto fosse lecito, in relazione alle loro capacità. Per esempio, a Valerio Fiori manca solo un Mondiale.

Ma se il terzo portiere più vincente di sempre ha fatto scuola, ci sono altri dieci insospettabili che hanno vinto molto, ma molto di più di quello che pensate. Ecco la top 11 dei miracolati, un 4-3-3 da brividi.

FIORI – PORTIERE

Valerio Fiori Milan Il quarto uomo

Una leggenda. Cresciuto nelle giovanili del Montesacro, è passato poi alla Lodigiani e quindi alla Lazio. Sette anni in biancoceleste, dai 17 ai 24, quindi il triennio a Cagliari e poi un girovagare tra Cesena, Fiorentina e Piacenza, fino all’approdo in rossonero nel 1999, a 30 anni. A Milanello ci resterà fino al ritiro, nel 2008. Ha vinto una Coppa Italia, uno scudetto, una Supercoppa italiana, ma soprattutto 2 Champions League, 2 Supercoppe europee, 1 Mondiale per Club. Il tutto collezionando 2 presenze (nessuna in Europa) in nove stagioni, riuscendo a subire 4 gol (tutti in una partita, contro il Piacenza, nell’ultima giornata del campionato 2002-03), per un totale di 145 minuti. Una media di 16 minuti all’anno, nei quasi 10 passati nel Milan. EROE.

SANTON – TERZINO DESTRO

Mourinho lo fa esordire in Champions League nel 2009, dal 1’, contro il Manchester United: annulla Cristiano Ronaldo e quella partita lo catapulta nei dieci giovani più promettenti del panorama europeo. Sembra effettivamente un predestinato, tanto da contribuire con 16 presenze alla vittoria dello scudetto, guadagnandosi anche la Nazionale. Nella stagione successiva, 2009-10, si rompe il ginocchio destro e gioca pochissimo: infatti l’Inter vince il Triplete. L’anno dopo, con Benitez, viene messo da parte. Va a Cesena in prestito, poi passa al Newcastle dove resta fino al 2015. Quindi il ritorno all’Inter e poi il passaggio alla Roma nel 2018. Tutto quello che ha vinto lo ha vinto praticamente 10 anni fa. Dall’infermeria.

LORIA – DIFENSORE CENTRALE

Loria Roma il quarto uomo

Sì, proprio quel centrale con il naso da pugile visto a Bergamo, Siena e Torino, sponda granata. Forse non sapete il primo anno tra i professionisti, il buon Loria lo ha passato ad allenarsi con gente del calibro di Roberto Baggio, Vialli, Deschamps, Del Piero, Conte, Davids. Era la stagione 1995-96, culminata con la vittoria della Champions League ai rigori contro l’Ajax. Ecco, seppur con zero presenze all’attivo in bianconero, Loria era in quella rosa. E può dire di aver vinto una Champions League. Tra l’altro, l’ultima portata a casa dalla Juve. L’anno dopo il difensore è andato all’Olbia, in C2.

NACHO FERNANDEZ– DIFENSORE CENTRALE

Nato e cresciuto nel Real Madrid, José Ignacio Fernandez Iglesias, noto – si fa per dire – come Nacho, è un difensore che dal 2010 al 2020 ha messo insieme 133 presenze in campionato. Ma, soprattutto, 33 in Champions League (segnando due reti). Una media di tre partite all’anno in Europa: ebbene, ha alzato 4 Champions League. Nel suo personale palmares ci sono: 2 Coppe del Re, 3 Supercoppe di Spagna, 2 scudetti, 3 Supercoppe europee, 4 Mondiali per Club. Ha preso parte a un solo Mondiale, quello del 2018, conclusosi con l’eliminazione ai rigori per mano della Russia.

GRIMI – TERZINO SINISTRO

Leandro sbaraglia la concorrenza di Antonelli e si prende di diritto la fascia sinistra della top 11 dei miracolati. Arriva al Milan nel dicembre 2006, il debutto in campionato arriva all’80’ di Ascoli-Milan, il 18 aprile 2007. “Sarò il nuovo Maldini” aveva dichiarato al suo arrivo. Ebbene, a Milanello ci resta pochi mesi. Giusto il tempo di vincere una Champions League da spettatore. “Ci sarà molto utile – aveva detto Ancelotti -. Trovo stimolante il fatto che non lo conosca nessuno”. Carletto, però, pure te…

Leandro grimi ac milan il quarto uomo

BROCCHI – CENTROCAMPISTA

Christian Brocchi ac milan il quarto uomo

L’attuale tecnico del Monza in bacheca, da giocatore, ha conquistato un campionato di Serie B col Verona, 3 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane con Milan e Lazio, uno scudetto a tinte rossonere. In Europa, sempre col Milan, ben 2 Champions League, 2 Supercoppe europee, un Mondiale per Club. Totale di presenze in Champions con i rossoneri? 22 in cinque stagioni, per un totale di 1214 minuti (praticamente poco più di 13 partite).

MARIGA – CENTROCAMPISTA

Mariga triplete inter

McDonald Mariga è uno di quelli che ha vinto il triplete con l’Inter. Arrivato a gennaio, quindi super miracolato, ha addirittura convinto Mourinho a buttarlo nella mischia, in Champions, per tre volte. Ha chiuso la sua carriera al Cuneo, in Serie C, dopo aver giocato nel Latina e nel Real Oviedo. Probabilmente si era perso, o stava cercando di tornare in Kenya. Fatto sta che con l’Inter ha vinto uno scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Champions League e un Mondiale per club.

ANDERSON – CENTROCAMPISTA                

Due campionati portoghesi, una Coppa e una Supercoppa di Portogallo con il Porto. E poi 4 campionati inglesi, 5 Community Shield, 2 Coppe di Lega, 1 Champions League, 1 Mondiale per Club con il Manchester United. In più, una Copa America e un bronzo olimpico col Brasile. I tifosi della Fiorentina ancora si staranno chiedendo come Anderson abbia potuto vincere tutto questo.

Anderson Manchester United il quarto uomo

JESE’ – ATTACCANTE

Jese rodriguez

Cresciuto nelle giovanili del Real Madrid, sembrava dovesse spaccare il mondo ma poi si è perso al Psg, che lo ha girato in prestito prima al Las Palmas, poi allo Stoke, quindi al Betis e infine allo Sporting Lisbona. Sempre rispedito al mittente, non ha mai lasciato veramente il segno (e infatti per anni è stato accostato al Milan). Con il Real, in cinque stagioni, ha giocato 13 volte in Champions League. Palmares da capogiro, tra i blancos e il Psg: una Liga, una Coppa del Re, 3 Supercoppe francesi, una Ligue 1. Quindi, col Real: 2 Champions, 1 Supercoppa europea, 1 Mondiale per Club.

RICARDO OLIVEIRA – ATTACCANTE

Ceduto Shevchenko, il Milan sceglie Ricardo Oliveira per sostituirlo. Esordio col botto, in gol contro la Lazio a San Siro. Poi il nulla. Altre 25 partite in campionato e 2 reti, nessun gol in Champions nei 6 spezzoni concessigli. Zero minuti dagli ottavi in poi, nemmeno convocato dalle semifinali. Eppure quella è la stagione che culmina con la finale vinta ad Atene contro il Liverpool. Il buon Ricardo ha portato a casa anche una Coppa Uefa col Valencia (con cui ha vinto anche una Liga), una Coppa del Re con il Betis e, con il Brasile, una Copa America e una Confederations Cup. Più una serie di campionati brasiliani e di quelli degli Emirati, che contano più o meno come la vittoria al torneo di briscola del quartiere.

BOJAN KRKIC – ATTACCANTE

Non che fosse un brocco, ma tutto quello che ha vinto è decisamente troppo: 3 scudetti col Barcellona, quindi una Coppa del Re e 2 Supercoppe di Spagna, passando per 2 Champions League, 1 Supercoppa Europea, 1 Mondiale per Club. Vanno aggiunti poi, ai tempi dell’Ajax, una Supercoppa e uno scudetto. Con il Montreal Impact, squadra della MLS, ha appena vinto la coppa nazionale del Canada.

DI MATTEO – ALLENATORE

Chi poteva guidare questa squadra? Solamente Roberto Di Matteo, ritrovatosi sulla panchina del Chelsea a stagione in corso e capace di vincere la Champions League ai rigori contro il Bayern Monaco, per poi essere rimpiazzato da Benitez e fallire allo Schalke e all’Aston Villa. Aspetta una panchina da quattro anni.

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