Un viaggio in tandem: Vialli-Mancini

by admin

Le pagine di storia del grande libro del nostro campionato sono tante, davvero tante.

Bisogna dirlo: non sono tutte meravigliose, non sono tutte lucide e patinate come quelle di una rivista di moda, ma alcune sono talmente affascinanti che è impossibile trovarne di simili da qualsiasi altra parte.

Provate pure a cercare in altri campionati, provate, ma farete un giro a vuoto. Alcune di queste pagine vanno lette in coppia, contemporaneamente o una subito dietro l’altra, tutte d’un fiato, perché leggerle singolarmente avrebbe senso fino a un certo punto, e di sicuro ci si perderebbe la magia che indissolubilmente le lega.

Vialli e la coppia del gol con Mancini

Quella formata da Gianluca Vialli e Roberto Mancini è una di quelle coppie poetiche, romantiche, di cui è impossibile non innamorarsi, anche a posteriori. Un tandem irripetibile – o quasi – capace di andare a prendersi uno scudetto che definire storico è riduttivo tra il Milan degli Olandesi, l’Inter dei Tedeschi, la Juventus di Baggio e il Napoli di Maradona.

Gianluca Vialli nasce nel cremonese nel luglio del ’64. Pur giocando inizialmente lungo la fascia, è proprio con la maglia grigiorossa che si impone, contribuendo in maniera decisiva alla prima promozione dei lombardi in A dopo ben 54 anni. Nel 1984 arriva il passaggio alla Sampdoria, dove però sembra non risolversi mai la questione sul ruolo in cui far giocare questo ricciolissimo ragazzotto.

Boskov e lo scudetto con la sampdoria di Vialli e Mancini

Nel 1986 arriva a Genova Vujadin Boskov, che lo sposta finalmente prima punta, dove rimarrà per sempre. Comincia così la leggenda dei Gemelli del gol, soprannome rispolverato – è proprio il caso di dirlo – dai tifosi doriani e che tra anni ’40 e ‘50 stava ad indicare la super prolifica coppia Baldini-Bassetto.

Ad attendere Vialli c’è Roberto Mancini, arrivato alla Sampdoria nel 1982, anno in cui il presidente Mantovani paga al Bologna, società dove è cresciuto il fantasista, la bellezza di 4 miliardi di lire più i cartellini di Galdiolo, Roselli, Brondi e Logozzo.

La complementarità della coppia Vialli-Mancini è superata solamente dall’accecante bagliore che la loro intesa è capace di portare sul rettangolo verde: il primo aggiunge il suo strapotere fisico, atletico e gol a decine, il secondo una balistica eccellente con entrambi i piedi, un ottimo dribbling e la perfezionata arte dell’ultimo passaggio. I due, sotto la saggia guida di Boskov, vinceranno tre edizioni della Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e il campionato ’90-’91.

Si corona così il sogno del presidente Mantovani, architetto del miracolo doriano di quegli anni. Un miracolo che, come tale, sarà difficile che si ripresenti, ma che poteva essere qualcosa di ancora più grande. Nel maggio del 1992, a Wembley, la Sampdoria gioca infatti la partita più importante della sua storia. È la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona di Cruijff. Un siluro su punizione di Ronald Koeman dopo 112 minuti di gioco siglerà la vittoria catalana, infrangendo forse per sempre il sogno genovese.

I gemelli del gol

I Gemelli del gol si sciolgono nell’estate del 1992, quando Vialli, dopo anni di corte spietata del Milan di Berlusconi, firma con la Juventus, dove vincerà la Coppa Uefa nel 1993 e l’agognata Champions League nel 1996. Il Mancio rimarrà altri cinque anni a Genova, prima di essere ancora decisivo alla Lazio e prima di chiudere la carriera con qualche apparizione al Leicester, in Inghilterra.

Dopo una grande carriera da calciatore, Mancini è ora tecnico della nostra nazionale e si è tolto diverse soddisfazioni da allenatore, una serie di scudetti con l’Inter e la vittoria del campionato inglese con il Manchester City su tutte. L’altro, invece, dopo un periodo da commentatore, pare sia in vantaggio nella partita più importante in assoluto, quella che gli auguriamo con tutto il cuore di portare a casa.

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