Perché tutti amano il Fantacalcio

by admin

Il Fantacalcio, negli ultimi 15 anni, ha preso possesso delle vite dei tifosi di tutta Italia. Questo imprevedibile fenomeno, tanto eccitante quanto crudele.

Ci tiene svegli la notte, ci fa saltare di gioia, ci fa piangere lacrime amare, ci fa innamorare e soffrire, è diventato motivo di dissertazioni filosofiche, digressioni improbabili, filippiche matematiche e violente colluttazioni.

Ma perché tutti amano il Fantacalcio? Proviamo a dare qualche risposta a una domanda così complicata.

L’asta

Il Fantacalcio è un gioco e, come tale, ha un inizio e una fine. Ma in quanti giochi l’inizio è la parte più emozionante in assoluto? Chiudete gli occhi e provate a immaginare: prima settimana di settembre, due mesi di soffocante calciomercato, indiscrezioni, valanghe di milioni spesi; Berardi ha già segnato sette gol nelle prime due giornate e quest’anno sarà sicuramente quello della consacrazione definitiva, mentre Immobile no, il vostro istinto vi dice che non è il caso di scommettere su di lui; sul tavolo penne, fogli, computer, grafici, liste, birrette e persino un martelletto da giudice. È il vostro momento, questa volta avete studiato una strategia nei minimi particolari, avete persino i consigli infallibili dell’amico guru che nella sua lega vince da dodici anni consecutivi, quest’anno nessuno potrà impedirvi di rinascere dalle ceneri dell’ennesimo settimo posto.

Fantallenatore prende appunti per l'asta su un foglio di carta

Il Fantacalcio è di tutti

Il Fanta è diventato popolare anche perché, come il calcio, lo è nel senso più stretto del termine: è del popolo. Chiunque ci può giocare: l’espertone con due lauree in statistica, l’appassionato medio-alto, il tifoso abbonato in curva che prende solamente giocatori della sua squadra, il disinteressato che lo fa perché mancava il decimo e persino quello che crede di guadagnarci dei soldi facili. Negli ultimi anni, poi, il numero di fantallenatori è cresciuto a dismisura e ha avvicinato anche un gran numero di curiosi, diventando così un tema di conversazione su cui tutti possono confrontarsi in qualsiasi momento. “Come va il Fanta?”, infatti, è una di quelle domande che potrebbero salvare una conversazione mentre sta precipitando in un imbarazzante silenzio.

Chiunque può vincere, perché non è solo una questione di bravura né di conoscenza tecnica. Sono troppi i fattori da prendere in considerazione per averne il controllo totale dall’inizio alla fine. Ce n’è in particolare uno, il fattore C, che domina le leghe di tutta Italia e colpisce tutti, a turno. Tutti tranne noi, ovviamente.

Gli eroi

Certo, l’asta è un momento oltremodo eccitante, ma il vero motivo per cui il Fantacalcio mi prende così tanto è la quantità di amore che questo riesce a spostare. Non parlo solamente dell’amore per il gioco del calcio, sia chiaro, ma soprattutto dell’amore per gli eroi. Chi sono gli eroi? Sono quei calciatori capaci di crearsi uno spazio affettivo in cui prima non era possibile inserirsi, di prenderne possesso e di non lasciarlo mai: tra il fantallenatore e la sua squadra del cuore. Sono quei giocatori che hanno trascinato la vostra fantasquadra, anche solo per un anno, a suon di gol, assist e rigori parati, ma tanto basta per avere un posto nel vostro cuore in eterno. Sinceramente, non pensavo potesse essere possibile volere così bene a un giocatore così lontano da San Siro, ma, dopo averlo preso all’asta dell’anno scorso, mi sono ritrovato ben presto a dormire con una maglia di Quagliarella. Strano, vero?

D’altronde, lo sappiamo bene tutti: il Fanta ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

 

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