Calcio e curiosita’ dal mondo della serie C

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Se c’è un campionato che riesce ancora a fare breccia nei cuori dei tifosi più nostalgici, beh, quel campionato è la Serie C:

stadi a volte fatiscenti, presidenti improbabili, vecchie glorie che accettano di firmare un ultimo contratto prima di essere costrette a scegliere tra il Grande Fratello Vip, Temptation Island e le telecronache di RaiSport.

Ecco tutte le curiosità più strampalate della Serie C.

PRESIDENTI: ARCORE, I FIGLI D’ARTE E IL CERVIA

Silvio Berlusconi è il patron del Monza e insieme ad Adriano Galliani sogna di raggiungere la Serie A per affrontare il Milan a San Siro. La sensazione è che debba sbrigarsi: non tanto per l’età, quanto per la capacità dei rossoneri di arrivare ogni anno a 40 punti.

Alle sue spalle ci sono i De Laurentiis, che dopo Napoli vogliono far risorgere Bari. Il fatto che padre e figlio scelgano le società da amministrare in base al cibo, però, preoccupa (e non poco) il cardiologo di famiglia.

Completa il podio Lorenzo Spagnoli, uno dei vincitori del reality Campioni. Dopo l’esperienza al Cervia, gli allenamenti in ritiro con la Juventus di Fabio Capello, Zlatan Ibrahimovic, Alessandro Del Piero e Pavel Nedved. Spagnoli oggi è il patron dell’Imolese, portata dall’Eccellenza ai professionisti. Proprio quello che il Cervia non riuscì a fare, per colpa di Ciccio Graziani ma soprattutto del motivatore Livio Sgarbi.

Galliani in tribuna guarda un partita del Monza con Fabio Capello

10 VECCHIE GLORIE: DA BIG MAC AL TANQUE

Al 10° posto c’è Aniello Cutolo, attaccante dell’Arezzo. Due brevi info su di lui: non ha mai giocato in Serie A e non è parente di Raffaele.

Al 9° posto, Pablo ‘El Diablo’ Granoche: miglior marcatore straniero nella storia della Serie B, l’uruguaiano con un passato in A è tornato alla Triestina, squadra che l’aveva lanciato nel nostro calcio. Il soprannome lo deve a un giornalista triestino: Granoche arrivava dal Toluca, squadra messicana con la maglia rossa, i cui giocatori sono noto come i ‘diavoli’.

All’8° posto un altro attaccante, Mirco Antenucci del Bari. Capocannoniere del girone C, barba da hipster, dal 2014 al 2016 ha addirittura giocato nel Leeds: 19 gol in 75 presenze nella Serie B inglese. Un ragazzo a modo, che però negli ultimi anni è stato emarginato per il suo coming out: ha detto di essere un tifoso del Milan.

Al 7° posto Antonio Floro Flores. Cresciuto nel Napoli, si è ritirato a fine gennaio 2020 da giocatore della Casertana: l’esplosione della pandemia però ha distolto l’attenzione dall’incredibile annuncio. Ma il buon Floro conserva gelosamente un altro record: è l’unico calciatore nella storia della Nazionale ad aver collezionato presenze da svincolato. Nel settembre 2004, infatti, giocò 2 partite con l’Under 21, segnando un gol. Era senza squadra, lo prese il Perugia. Che fallì a fine stagione.

Il 6° posto è di Francesco Lodi, appena passato alla Triestina. Probabilmente è l’unico giocatore al mondo a non essere esploso con la gestione Gasperini. A Catania ha giocato la prima volta dal 2011 al 2013, tornando poi nel 2014 e ancora dal 2017 al 2020: chissà cosa aveva dimenticato.

 

Francesco Lodi esulta sotto la curva dopo un gol con la maglia del Catania

Al 5° posto, Andrea Caracciolo. Per anni leader del Brescia (scusaci, Roberto Baggio), dal 2018 è un giocatore della Feralpisalò. Classe 1981, l’Airone è riuscito a giocare anche due partite con la Nazionale, contro Finlandia e Croazia. Con l’Under 21 ha vinto un Europeo nel 2004. Ma in quella squadra c’era anche Simone Del Nero, quindi non conta.

Al 4° posto, ai piedi del podio, Reginaldo. Elisabetta Canalis vale più di un Pallone d’oro. Oggi gioca nella Reggina, probabilmente per una questione di marketing legata al nome.

Al 3° posto, Massimo Maccarone. L’essere cresciuto nelle giovanili del Milan ha dato a Big Mac la capacità di lasciare il segno anche nelle altre realtà provinciali della Serie A. Ambitissimo al fantacalcio, oggi ha 40 anni e gioca nella Carrarese. Ha detto che smetterà solo quando riuscirà a portarla in Serie B: insomma, una grande fiducia nel sistema sanitario nazionale e nella ricerca medica.

Al 2° posto, German Denis. El Tanque, classe 1981, ha segnato la sua prima tripletta in Serie A, con la maglia del Napoli, alla Reggina. Ed è proprio in riva allo Stretto che è tornato a giocare, probabilmente spinto dal senso di colpa e dalla passione per la ‘nduja.

Al 1° posto, a guardare tutti dall’alto in basso, Francesco Tavano. Miglior marcatore di sempre dell’Empoli, continua a segnare in C nella Carrarese. Forse ha più anni del suo allenatore, Silvio Baldini, ma al momento è il giocatore in attività ad aver segnato più di tutti tra i professionisti: 234 gol, davanti a Caracciolo e all’irreprensibile Evacuo.

Bonus track. Fuori classifica, ma solo per i look ostentati in carriera, Gabriel Paletta. Preso dal Monza dopo l’esperienza in Cina, potrebbe essere lui il paziente zero che tutti hanno cercato per settimane.

CHE FINE HANNO FATTO: GLI ALLENATORI DELLA C

Oltre alle vecchie glorie in campo, ce ne sono parecchie anche in panchina. Da Riccardo Maspero, esonerato a stagione in corso dalla Giana Erminio, passando per Christian Brocchi (Monza) e Oscar Brevi (Olbia).

E ancora il buon Fabio Pecchia, passato dall’essere il vice di Benitez al Napoli e al Real Madrid a sedersi sulla panchina della Juventus Under 23. Con Benitez, sicuramente, mangiava meglio.

Completano il gruppone uno che il Real Madrid l’ha sfiorato, Gaetano D’Agostino (Lecco), ma soprattutto Alberto Gilardino, in sella alla Pro Vercelli. Quindi Giuseppe Pancaro (Pistoiese), Aimo Diana (Renate), Cristiano Lucarelli (Catania).

Chiudiamo con la chicca, Paolo Montero, allenatore della Sambenedettese. In ortopedia, nell’ospedale di San Benedetto del Tronto, lo conoscono praticamente tutti.

Paolo Montero in conferenza stampa dopo-partita come allenatore

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